A quanto pare questa incessante ricerca parte dagli albori dell'umanità e non si è mai fermata.
Ogni tanto ci si sofferma su qualche rappresentante della nostra razza che urla ad alta voce di averla afferrata. Tutta o quasi.
Ma laddove bisogna ricorrere al patrocinio di personaggi decisamente più credibili (divinità molteplici, saggi, filosofi o Dio stesso in persona, magari con tanto di barba bianca e tunica) il sospetto che il viaggio alla ricerca della verità non sia finito è forte.
Quasi sicuro.
Il filosofo francese pose a fondamento di tutta la conoscenza, la prima conoscenza di cui si poteva essere certi in modo totale, senza riserve, senza dubbio alcuno. Lui diceva "penso quindi esisto": siccome sono certo di pensare, da questo ne deriva l'altrettanto immancabile certezza che esista.
Questo passaggio, può essere condiviso ma è abbastanza auto-erotico. Nel senso che alla fine è un pò fine a se stesso.
Ma l'approccio sembra corretto. E quindi, come portatore di conoscenza, enuncio il mio cogito ergo sum, il mio basamento di filosofia.
Quindi si può conoscere la verità ma occorre capire che non riusciremmo mai in un solo discorso a contemplarla tutta. Perchè la verità è l'intero universo fisico e l'intero universo di cose successe, di tempo, spazio, particelle ed energie, e tutte le interazioni che questi elementi hanno avuto.
Quindi potrebbe sembra spesso che esistano parecchie verità. E questo sembra. Ma esse sono sempre una parte della stessa verità. E la nostra limitatezza di quel momento a farcene percepire solo una parte.
Faccio un esempio così è più comprensibile.
Se io guardo una piramide, essa mi apparirà come un elemento con una certa forma. Se io decido di pormi in modo perpendicolare alla sua base, la forma di quest'ultima coprirà il resto della piramide e io avrò la sensazione di vedere solo un quadrato. Questo è vero. Quindi il fatto che li ci sia un quadrato è sicuramente una verità. Tra l'altro dedotta dall'esperienza diretta quindi sicuramente vera verità.
D'altro canto, se per motivi vari (retroterra culturale, etnia, decisione personale, etc...) decidessi di avvicinarmi alla piramide e mettermi a perpendicolo di un suo lato, quest'ultimo coprirebbe il resto della piramide e io vedrei solo un triangolo. Il che sarebbe vero, altrettanto vero del quadrato visto dall'altro osservatore.
Quindi avremmo due osservatori che osservano la stessa cosa da punti di vista differenti e con prospettive ridotte (fondamentalmente una visione a due dimensioni). I due osservano la stessa cosa e ne traggono due conclusioni diverse. Incredibilmente entrambi vere.
Quindi la verità è superiore, e dire che li c'è un quadrato è una verità minore. Dire che c'è un triangolo è anche essa una verità ma minore. E c'è una verità superiore. Ovvero che la piramide è una figura a 3 dimensioni in cui alla base abbiamo un quadrato e ai lati 4 triangoli che si uniscono.
Questa sarebbe una verità più completa e più funzionale quindi superiore.
La vita funziona così. E quando vedrete due uomini litigare su quale sia la verità, ricordatevi di questa metafora della verità. Entrambi hanno ragione, ma nessuno dei due ha la verità totale. Ma solo verità parziali.
Questa è la base di partenza del mio approccio. Quello con cui in 40 anni di ricerca, sono giunto a conoscere ciò che ho conosciuto e che adesso, se vi va, voglio condividere con chi mi ascolta e legge.
HIC SUNT LEONES
